Una storia incredibile: torna a casa dopo 78 anni

Dopo 78 anni Carlo torna in Italia per stare vicino a sua madre; lo fa proprio il giorno del compleanno della mamma.

Ma non torna solo. Lo accompagna un regista italo-argentino, Ricardo Preve, che ha viaggiato nel tempo e nello spazio seguendo le storie. Un giorno ha fatto sosta in Sudan. La sua strada si è incrociata con quella di un altro italiano, quel ragazzo che a casa non c’era mai tornato e che sua madre aveva atteso invano tra i filari sulle colline piemontesi. Il sommergibilista Carlo Acefalo.

Era il 2014 e da due anni Stefano Colombari ed io ci occupavamo di aiutare Capitan Lorenzo a organizzare le crociere subacquee sulla barca Don Questo, quando è arrivata una telefonata entusiasta di Ricardo, di ritorno dalla sua vacanza a bordo.
“Voglio trovare il Macallè”

Avevamo sentito parlare del Macallè da subacquei appassionati di relitti.

La notte del 15 giugno 1940, il sommergibile italiano Macallè navigava verso Port Sudan da Massaua, Eritrea, per una missione contro navi inglesi fuori da Port Sudan.
Il sistema di raffreddamento iniziò a perdere clorato di metile, come accadeva spesso sui sommergibili di quegli anni: è un gas che può causare il decesso, con sintomi che includono delirio e perdita di conoscenza.
L’equipaggio, intossicato dal gas, perse la posizione nella notte tempestosa, il sommergibile cozzò contro un reef e affondò.
I quarantacinque membri dell’equipaggio, marinai ed ufficiali, riuscirono a raggiungere a nuoto un isolotto.
Uno dei giovani marinai non ce la fece e fu seppellito proprio lì.

Quella stessa sera, tre marinai partirono dall’isola su una piccola barca a remi.
Dopo un’incredibile avventura arrivarono a una guarnigione della marina italiana in Eritrea, e l’equipaggio fu tratto in salvo da un altro sommergibile.

Come era venuta a Ricardo l’idea di ritrovare il Macallè?
Mentre era a bordo i racconti di mare e avventure in Sudan riempivano l’atmosfera al tramonto sulla Don Questo.
La storia del sommergibile aveva fatto scattare qualcosa di profondo in lui: al suo rientro si era messo in moto. Aveva iniziato le sue indagini dall’Ufficio Storico della Marina Militare italiana, poi aveva deciso di tornare in Sudan per una spedizione di ricerca.

A quel punto avevamo inviato una comunicazione con tutti i dettagli della storia ai subacquei che conoscevamo, per invitarli all’insolita avventura di ritrovare il sommergibile. Nonostante sapessimo che il sommergibile era in acque troppo profonde per immergersi, Ricardo aveva la speranza di trovare pezzi o altri reperti che indicassero la posizione del relitto.

Non solo. Voleva cercare indizi della tomba del marinaio sull’isolotto.

La ricerca non aveva nessuna garanzia di successo, Ricardo lo sapeva ed era franco su questo. In molti  avevano già provato a trovare il Macallè, nessuno ci era mai riuscito.
E a nessuno era venuto in mente di riportare a casa quel ragazzo.

Dalla prima spedizione sono trascorsi cinque anni.
Non abbiamo potuto raccontare nulla per lungo tempo: le vicende erano complesse e delicate, non c’erano certezze, quel mare e paese sono luoghi dove non è semplice agire, soprattutto per fare ricerche e con una troupe che filma e documenta ciò che accade.

Ci siamo sentiti dire alla nausea che non aveva senso, ci consigliavano di lasciar perdere Ricardo e il suo sogno, era tutta una pazzia. Eppure, la nostra sensazione era che ci fosse qualcosa di profondo e autentico in quella avventura.

Il grande cuore di Ricardo reclamava un finale diverso.

Ricardo non insegue la gloria, è un ricercatore di storie e verità. È un uomo determinato, non si è fermato nemmeno quando la vita ha fatto volare altrove un angelo dalla sua famiglia. È un padre che sa quanto sia importante ricucire le relazioni, anche quando il tempo ha fatto il suo corso.

È un uomo di mare, un essere umano che nutre profondo rispetto per la natura e la storia; sa quanto il ricordo di chi ha combattuto per un ideale sia importante in questo presente in cui ci sembra di navigare a vuoto tra i flutti dell’incertezza, soprattutto sociale.

La storia del Macallè, di Carlo e di come è tornato a casa è ora un documentario: TORNANDO A CASA, del regista Ricardo Preve.

Vederlo in anteprima è stato anche per me un regalo di compleanno, l’anno scorso, e in settembre arriva finalmente in Italia, sulla RAI.

Potrai vederlo  mercoledì 18 settembre alle 21.10 in onda su RAI STORIA sul canale 54 del digitale terrestre, sul canale 23 di Tivùsat, sul canale 805 di Sky e in diretta streaming su http://www.raiplay.it/dirette/raistoria

Ti consiglio di non perderlo, questo viaggio parla dell’uomo, quello con la U maiuscola, come Ulisse.

È dal concetto di un Ulisse senza tempo, che vaga e viaggia in questo nostro periodo moderno, che è nata l’idea di una categoria di blog. Questo articolo la inaugura.

Il ritorno a casa di Carlo Acefalo non lascia indietro nessuno. 
Unisce epoche, culture e mondi, piani e livelli diversi.

Ti ho parlato di un viaggio nel passato che torna con forza nel presente. Può sembrarti strano per una coach: il coaching non lavora forse sul presente e sul futuro, senza occuparsi di risolvere quanto è accaduto nel passato?

Le persone hanno però bisogno di fare pace col passato per andare avanti: può sembrare un paradosso, ma per farlo è fondamentale vivere con pienezza il presente. Come è nel coaching.

Con la consapevolezza che, comunque vada, la nostra determinazione a vivere il presente è fondamentale per rimettere a posto i pezzi del passato.

Con l’umiltà di accogliere il silenzio e i fallimenti, i dubbi e le incertezze, facendo un solo passo alla volta.

locandina tornando a casa

Cosa serve? Occorre resilienza, la capacità di affrontare ostacoli e cambiamenti; una resilienza basata sul cuore, come dice Gregg Braden, lo scienziato che suggerisce un nuovo paradigma.

Ti propongo alcuni quesiti dal suo modello, al quale mi ispiro con le persone che hanno bisogno di sviluppare questa attitudine. Poniti le domande pensando al passato come punto di confronto, ma concentrando le tue riflessioni sul PRESENTE.

  • Il mondo oggi, ora, come ti sembra?
  • Cosa rende diverso questo periodo della tua vita da tutto quello che hai già vissuto?
  • Su quali valori si basa la tua vita?

Dopo aver risposto alle domande puoi iniziare a rifletterci sopra. È un primo passo che porterà già molta chiarezza nel tuo presente.

Puoi scrivermi le tue risposte e puoi contattarmi se hai domande su quello che emerge dalle risposte che ti sei dato.

A volte si parte da inizi apparentemente insignificanti. Esattamente come è capitato al regista Ricardo Preve quando ha ascoltato i racconti di avventure dei subacquei su quella barca in Mar Rosso.
E questo, tra mille sfide, gli ha consentito di portare a casa Carlo Acefalo.
Lo ha preso per mano con cura, amore e determinazione, ha ricucito il passato con il presente, come ti auguro di fare con la tua vita e la tua storia ogni giorno.

Tornando a casa.

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Sara Valla

LA COACH IN VIAGGIO - LIFE COACH,SOFT SKILLS & BUSINESS COACH - La vita è un viaggio? Il viaggio è la vita - Entusiasmo, curiosità e gioia: la vita è un viaggio di continua scoperta.