Il birdwatching aiuta il cervello. A Creta l’oasi è lì.
La scienza lo conferma adesso. Ma chi vive vicino all’Almyros lo sapeva già – anche senza saperlo. C’è un’oasi a pochi metri dalla strada. Un sistema di sorgenti carsiche che alimenta un corso d’acqua costiero, circondato da canneti fitti di Phragmites australis, tamerici ed eucalipti. Si chiama Almyros, è a ridosso di Agios Nikolaos, nel Golfo di Mirabello, e sfocia direttamente nel mare. È uno di quei luoghi che molti residenti attraversano ogni giorno senza davvero guardare. Io ci vivo di fronte. E da quando ho cominciato a portarci il binocolo, ho capito che “guardare” non è mai un atto neutro. Una ricerca pubblicata poche settimane fa sul Journal of Neuroscience ha dimostrato qualcosa che in molti avrebbero definito una buona impressione, prima di oggi: osservare l’avifauna con attenzione, con quella concentrazione sottile che si chiama birdwatching, cambia fisicamente la struttura del cervello. Non come metafora. Come fatto misurabile, con







